In breve
- Non basta scrivere «associazione sportiva dilettantistica» nello statuto: servono le clausole dell’art. 7 del D.Lgs. 36/2021 e, per avere le agevolazioni fiscali, anche quelle dell’art. 148, comma 8, del TUIR.
- L’ente nasce quando l’atto costitutivo viene firmato, ma è «sportivo» per la legge solo dopo l’affiliazione a una federazione o a un ente di promozione e l’iscrizione al RASD, che la chiede l’organismo affiliante.
- Senza partita IVA si può stare, se l’associazione incassa solo quote dai soci e non fa attività commerciali: si apre quando servono sponsor, bar o vendite.
Aprire una ASD è più semplice di quanto sembra e più delicato di quanto si crede. Semplice perché non serve il notaio, non serve un capitale e in un pomeriggio si firma tutto. Delicato perché quasi tutte le agevolazioni di cui si sente parlare — le quote dei soci che non fanno reddito, i compensi degli istruttori senza contributi sotto i 5.000 €, il regime forfettario della 398 — dipendono da come è scritto lo statuto e da due iscrizioni che molti scoprono di non aver fatto solo al primo controllo.
Questa guida mette in fila i passi nell’ordine in cui vanno fatti, con i documenti che servono a ognuno, i costi veri e i punti dove si sbaglia. Le norme citate sono il D.Lgs. 36/2021 (la riforma dello sport) e il D.Lgs. 39/2021 (il Registro). Per il resto vale la regola di sempre: statuto e scelte fiscali si fanno leggere al commercialista dell’associazione e all’ente a cui ci si affilia, che spesso ha modelli già approvati.
01Prima di firmare: tre decisioni
- Chi siete: servono più persone. L’associazione è un contratto fra soggetti che si mettono insieme, quindi da soli non si fa; in pratica si parte da tre o più fondatori, che diventano anche il primo consiglio direttivo.
- Che sport fate: l’attività sportiva dilettantistica, compresa la formazione e la didattica, deve essere l’attività stabile e principale dell’ente, e va scritta nello statuto. È una delle novità della riforma che fa cancellare gli statuti vecchi.
- Con chi vi affiliate: una federazione (FIJLKAM, FIN, FPI…), una disciplina sportiva associata o un ente di promozione sportiva (CSEN, UISP, ASI, AICS, OPES, CSI, Libertas…). È l’organismo che vi tessera, vi assicura e — punto che conta — presenta la domanda di iscrizione al Registro.
02Atto costitutivo e statuto: le clausole che non possono mancare
L’atto costitutivo dice chi fonda l’associazione, quando e con quale scopo; lo statuto è il regolamento che la governa. Bastano una scrittura privata firmata da tutti e la registrazione: il notaio serve solo se volete la personalità giuridica (vedi più avanti). Il contenuto minimo dello statuto è fissato dall’art. 7 del D.Lgs. 36/2021.
Nello statuto ci devono essere
- La denominazione con l’indicazione «associazione sportiva dilettantistica» e la sede.
- L’oggetto sociale: l’esercizio in via stabile e principale di attività sportive dilettantistiche, compresa la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività.
- L’assenza di fini di lucro ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 36/2021.
- Le norme sull’ordinamento interno: democrazia, uguaglianza dei diritti dei soci, elettività delle cariche.
- L’obbligo di redigere e approvare ogni anno il rendiconto o il bilancio.
- Le modalità di scioglimento e la devoluzione del patrimonio a fini sportivi.
Se state adeguando lo statuto di un’associazione che esiste già: il termine per allinearsi alla riforma era il 30 giugno 2024, e il Dipartimento per lo sport ha scritto che chi non lo ha fatto non può iscriversi al Registro e, se già iscritto, viene cancellato d’ufficio, perdendo le agevolazioni. Farlo oggi, in ritardo, è comunque la cosa da fare.
03Registrazione, codice fiscale e (forse) partita IVA
- 1
Registrate l’atto all’Agenzia delle entrate
Serve a dare data certa. L’imposta di registro si paga in misura fissa; per i tributi dovuti fate il conto con il commercialista o con l’ente affiliante, che di solito ha la procedura già pronta.
- 2
Chiedete il codice fiscale dell’associazione
Con il modello AA5/6 all’Agenzia delle entrate. È il numero con cui aprirete il conto corrente e con cui l’ente esiste per il fisco.
- 3
Aprite il conto corrente intestato all’associazione
Non è un vezzo: i pagamenti da e verso l’ente pari o superiori a 1.000 € devono passare da strumenti tracciabili (art. 25, comma 5, della L. 133/1999), e l’inosservanza porta sanzioni.
- 4
Valutate la partita IVA
Non serve se incassate solo quote associative e corrispettivi dai soci per i corsi. Serve appena c’è attività commerciale: sponsorizzazioni, pubblicità, bar, vendita di materiale, corsi a chi non è né socio né tesserato.
04Affiliazione, tesseramento e iscrizione al Registro
L’affiliazione si chiede all’ente o alla federazione scelta: si mandano atto costitutivo, statuto, codice fiscale e i dati del direttivo, si paga la quota annuale e da lì si possono tesserare soci, atleti e tecnici. Il tesseramento porta con sé l’assicurazione obbligatoria degli sportivi dilettanti (art. 51 della L. 289/2002) e vale per l’anno sportivo, che in molti enti va dal 1° settembre al 31 agosto.
L’iscrizione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD) non la fate voi: la domanda la invia al Dipartimento per lo sport l’organismo affiliante (art. 6, comma 1, del D.Lgs. 39/2021). L’iscrizione è quella che certifica la natura sportiva dell’ente e apre la porta alle agevolazioni fiscali e alle comunicazioni sul lavoro sportivo. Come funziona nel dettaglio sta nella guida sul Registro RASD.
05Quanto costa, davvero
| Voce | Quando si paga | Ordine di grandezza |
|---|---|---|
| Registrazione dell’atto costitutivo | Una volta, alla nascita | Imposta di registro in misura fissa, più eventuali bolli: conto da fare con il commercialista |
| Affiliazione all’ente o alla federazione | Ogni anno sportivo | Da poche decine a qualche centinaio di euro secondo l’ente |
| Tesseramento dei soci | Ogni anno, per persona | Pochi euro a tessera, assicurazione base compresa |
| Commercialista | Di solito annuale | Dipende dal volume: un’associazione senza partita IVA costa molto meno di una con sponsor e bar |
| Assicurazione integrativa (RC, infortuni) | Annuale, facoltativa ma consigliata | Vedi assicurazione per palestre e ASD |
| Defibrillatore e formazione BLSD | Una volta, più i ricambi | Vedi defibrillatore in palestra |
La voce che manca in quasi tutti i preventivi è il tempo: libro soci, tessere, certificati medici, ricevute, compensi degli istruttori e comunicazioni sono lavoro che qualcuno deve fare ogni settimana. Se lo fa il presidente la sera, prima o poi qualcosa salta; se lo fa un gestionale, resta da controllare.
06Gli errori che costano le agevolazioni
- 1Statuto copiato da internet senza le clausole fiscali dell’art. 148, comma 8, del TUIR: le quote dei soci diventano ricavi come tutti gli altri.
- 2Soci solo sulla carta: nessuna assemblea, nessun verbale, nessun voto. È la contestazione più frequente, perché smonta la base associativa.
- 3Incassi in contanti sopra i 1.000 € da o verso l’ente: sanzionati dall’art. 25, comma 5, della L. 133/1999.
- 4Quota associativa e quota del corso in un’unica riga in ricevuta: due cose fiscalmente diverse (libro soci e quote).
- 5Istruttori pagati senza contratto e senza comunicazione al Registro: vedi che contratto fare a un istruttore.
- 6Nessuno che controlla i certificati medici dei tesserati (certificato medico in palestra).
Con Omega
La nuova associazione in Omega Gym
- All’attivazione scegli la forma dell’ente (ASD, SSD, società, professionista), l’ente di affiliazione e se hai optato per la 398: da lì cambiano ricevute, IVA e parole dei documenti.
- Libro soci con numero, data di ammissione e di cessazione, e i tesseramenti all’ente con numero e scadenza.
- La quota associativa è una voce di listino separata dai corsi, e in ricevuta resta separata.
- Certificati medici con avviso al socio, scadenze e blocco all’ingresso se scegli così.
- L’anno sportivo parte dal 1° settembre, e l’export per il commercialista è sempre gratuito.
Foto di copertina: Startup Stock Photos — CC0 1.0


