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Norme e obblighi

Responsabile safeguarding nelle ASD e SSD: nomina, modello, codice di condotta e casellario

La nomina del responsabile è la parte facile. Quello che manca quasi sempre è il resto: un modello che qualcuno ha letto, un canale a cui un ragazzo scriverebbe davvero, e i certificati del casellario di chi insegna ai minori.

10 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • Le ASD e SSD devono adottare un modello organizzativo e un codice di condotta a tutela dei minori e contro molestie, violenze e discriminazioni, conformi alle linee guida dell’ente a cui sono affiliate (art. 16 del D.Lgs. 39/2021).
  • Il responsabile safeguarding si nomina con delibera del consiglio direttivo, si pubblica sul sito e in sede, e si comunica all’ente affiliante; dal 2025 federazioni come FIDAL e FISI revocano l’affiliazione a chi non l’ha fatto.
  • Chi fa lavorare con i minori un istruttore — anche volontario, se l’attività è organizzata — deve chiedere il suo certificato del casellario (art. 25-bis del DPR 313/2002): 16 € di bollo più 3,92 € di diritti, salvo esenzioni.

Fra il 2024 e il 2025 quasi tutte le associazioni sportive hanno ricevuto dal proprio ente la stessa circolare: nominate il responsabile safeguarding, adottate il modello, caricate il verbale. Molte l’hanno fatto in fretta, con un modello scaricato e un nome messo lì per chiudere la pratica. Il risultato è un obbligo formalmente assolto e un sistema che, il giorno in cui un genitore o un atleta ha qualcosa da dire, non sa dove farglielo dire.

Questa guida mette in fila cosa chiede davvero la legge, cosa aggiungono i regolamenti degli enti affilianti, chi può fare il responsabile e chi è meglio di no, e il pezzo che si dimentica più spesso: il certificato del casellario di chi lavora con i minori, che è un obbligo diverso e più vecchio. Le scadenze e i moduli li fissa il vostro ente di affiliazione: questa pagina vi dice cosa chiedergli.

01Cosa dice la legge, e cosa aggiungono gli enti

  • D.Lgs. 39/2021, art. 16, comma 1: federazioni, discipline associate, enti di promozione e associazioni benemerite redigono, sentito il CONI, le linee guida per i modelli organizzativi e di controllo e per i codici di condotta a tutela dei minori e contro molestie, violenza di genere e discriminazioni. Valgono quattro anni.
  • Art. 16, comma 2: le ASD e SSD adottano modelli e codici conformi a quelle linee guida entro dodici mesi dalla loro comunicazione. Chi è affiliato a più enti può seguire le linee guida di uno solo, avvisando gli altri.
  • Art. 16, comma 3: chi non adempie è sanzionato dall’ente a cui è affiliato, secondo le sue procedure disciplinari. Chi ha già un modello «231» lo integra (comma 4).
  • D.Lgs. 36/2021, art. 33, comma 6: prevede la designazione di un responsabile della protezione dei minori e l’obbligo di comunicarne la nomina all’ente affiliante in sede di affiliazione e riaffiliazione. Il comma 7 richiama per i minori che fanno sport il D.Lgs. 39/2014 sull’abuso e lo sfruttamento sessuale.

Sopra la legge ci sono i Principi fondamentali per la tutela dei tesserati approvati dal CONI, che ogni federazione ed ente di promozione ha tradotto nel proprio regolamento. È lì che stanno le date e i moduli. Per fare due esempi pubblici: la FISI indica il 31 agosto 2024 per modello e codice di condotta e il 31 dicembre 2024 per la nomina (dopo la proroga dal 1° luglio 2024); FIDAL e FISI prevedono che dal 1° gennaio 2025 chi non ha adempiuto perda l’affiliazione.

02Le quattro cose da avere, non una

CosaChi la decideDove deve stare
Modello organizzativo e di controlloConsiglio direttivo, sul fac-simile dell’enteAgli atti, comunicato ai soci
Codice di condottaConsiglio direttivoFirmato da istruttori, collaboratori e volontari; consegnato ad atleti e famiglie
Nomina del responsabile safeguardingDelibera del consiglio direttivoSito dell’associazione e bacheca in sede, con nome e contatto; comunicata all’ente
Un canale di segnalazioneIl modello lo descriveRaggiungibile da chiunque, anche senza passare dal banco o dall’istruttore
Le prime tre righe sono quelle che l’ente controlla. La quarta è quella che serve il giorno in cui succede qualcosa.

Il canale è il punto debole della maggior parte dei modelli. Un indirizzo email del presidente, o il numero dell’istruttore, non funzionano: la persona da segnalare può essere proprio chi legge. Il modello dovrebbe dire chi riceve le segnalazioni, come si tutela chi segnala (anche se resta anonimo), entro quanto si risponde e come si registra quello che si è fatto.

03Chi può fare il responsabile, e chi è meglio di no

  • Può essere interno o esterno all’associazione e, secondo le FAQ di FIDAL e FISI, non deve per forza essere tesserato; può svolgere l’incarico in più associazioni.
  • Meglio non il presidente e non un tecnico: le stesse FAQ lo sconsigliano per il conflitto d’interessi. Chi allena i ragazzi, o chi ha l’ultima parola sull’associazione, è la persona a cui è più difficile rivolgersi.
  • Resta in carica quattro anni dalla nomina (FIDAL, per analogia con il responsabile federale), salvo revoca per incompatibilità.
  • Serve il certificato del casellario (D.Lgs. 39/2014): alcune federazioni ammettono l’autocertificazione. Chiedete al vostro ente quale forma accetta.
  • Formazione: molti enti la chiedono o la organizzano. Non è un titolo da appendere, è il modo per sapere cosa fare quando arriva la prima segnalazione.
  1. 1

    Scegliere la persona

    Qualcuno di cui i genitori e gli atleti si fidino e che non abbia ruoli tecnici con i minori: un socio con esperienza educativa o legale, un professionista esterno condiviso con altre associazioni.

  2. 2

    Deliberare

    Verbale del consiglio direttivo con nome, durata dell’incarico e compiti; nella stessa seduta si adottano modello e codice di condotta.

  3. 3

    Comunicare

    Caricare verbale e moduli sulla piattaforma dell’ente affiliante; pubblicare nome e contatto sul sito e in bacheca; dare notizia ai soci.

  4. 4

    Far firmare

    Il codice di condotta a ogni istruttore, collaboratore e volontario, compreso chi arriva a stagione iniziata.

  5. 5

    Aprire il canale

    Un indirizzo o una pagina che arrivi solo al responsabile e a chi il modello indica, con un modo per sapere che fine ha fatto la segnalazione.

04Il certificato del casellario per chi lavora con i minori

Il cosiddetto «certificato antipedofilia» non nasce con il safeguarding ed è un obbligo a sé. L’art. 25-bis del DPR 313/2002 dice che il certificato del casellario deve essere richiesto da chi intende impiegare una persona per attività professionali o attività volontarie organizzate che comportano contatti diretti e regolari con minori, per verificare condanne per i reati degli artt. 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale o sanzioni interdittive.

VoceImportoNota
Marca da bollo16,00 €Ogni due pagine, salvo esenzioni della tabella B del DPR 642/1972
Diritti di certificato3,92 €Sempre dovuti dal privato
Urgenza+3,92 €Solo se si chiede il rilascio urgente
Totale ordinario19,92 €Gratuito solo per le pubbliche amministrazioni
Importi indicati dal Ministero della giustizia per il certificato chiesto dal datore di lavoro, letti il 29 settembre 2026.
  • Lo chiede l’associazione, non l’istruttore: è l’ente che impiega. Si usa il modello per i datori di lavoro privati presso l’ufficio del casellario della Procura; il pagamento, dice il Ministero, non passa da pagoPA.
  • Chi è coperto: istruttori, allenatori, accompagnatori e i volontari quando l’attività è organizzata e il contatto con i minori è diretto e regolare. Chi aiuta una volta alla festa di fine anno no; chi fa l’aiuto-allenatore tutte le settimane sì.
  • Quanto vale: un certificato di questo tipo ha validità di sei mesi dal rilascio (art. 41 del DPR 445/2000). Serve prima di iniziare; per il rinnovo seguite quello che chiede il vostro ente e il vostro modello, che spesso ne prevedono uno a ogni stagione.

05Quando arriva una segnalazione

Le cose da fare, nell’ordine

  • Registrare la segnalazione con data, ora e parole di chi la fa, senza riassumerla.
  • Dare a chi segnala un riscontro: che è arrivata, e come saprà com’è andata.
  • Se c’è un pericolo per un minore, allontanare subito la persona segnalata dalle attività con i minori, in attesa degli accertamenti.
  • Se il fatto può essere un reato, non indagare da soli: si informa l’autorità giudiziaria, e il modello dice chi lo fa.
  • Avvisare l’ente affiliante secondo il suo regolamento.
  • Tenere il fascicolo chiuso: lo leggono il responsabile e chi il modello indica, nessun altro.

Con Omega

Il safeguarding in Omega Gym

  • Un canale di segnalazione pubblico, da mettere sul sito e in bacheca: chiunque — un genitore, un atleta minorenne, un istruttore — scrive anche senza dire chi è, e riceve un codice con cui chiedere a che punto è.
  • La segnalazione la leggono solo il titolare e gli amministratori, non l’istruttore e non chi al banco gestisce i certificati; l’avviso dice che ne è arrivata una, mai cosa c’è scritto.
  • Nome e contatto del responsabile si scrivono nelle impostazioni e compaiono sulla pagina del canale.
  • Modello e codice di condotta restano documenti vostri: il gestionale non li scrive, ma i moduli da far firmare dall’app arrivano a iscritti e famiglie. Per il resto c’è la pagina del [gestionale per ASD](/gestionale-asd).

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Foto di copertina: Glen Carrie — CC0 1.0

Dubbi

Domande frequenti

Il responsabile safeguarding è obbligatorio per tutte le ASD?
Lo è per le associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate: l’art. 16 del D.Lgs. 39/2021 impone modello e codice di condotta, e i regolamenti degli enti affilianti hanno reso obbligatoria la nomina del responsabile, con la revoca dell’affiliazione per chi non adempie (per FIDAL e FISI dal 1° gennaio 2025).
Il presidente può essere il responsabile safeguarding?
Le FAQ di FIDAL e FISI lo sconsigliano, come per i tecnici, per il conflitto d’interessi: chi segnala deve potersi rivolgere a qualcuno che non abbia potere sulla sua attività sportiva. Controllate cosa dice il regolamento del vostro ente.
Quanto costa il certificato antipedofilia per un istruttore?
Secondo il Ministero della giustizia 16 € di marca da bollo più 3,92 € di diritti, cioè 19,92 €, con altri 3,92 € se si chiede l’urgenza. Il bollo non si paga se si rientra in un’esenzione della tabella B del DPR 642/1972: chiedete all’ufficio del casellario se la riconosce alla vostra associazione.
Il certificato del casellario serve anche per i volontari?
Sì, se l’attività è organizzata e comporta contatti diretti e regolari con minori: l’art. 25-bis del DPR 313/2002 parla di «attività professionali o attività volontarie organizzate». Non serve per un aiuto occasionale.
Chi controlla che il modello sia stato adottato?
L’ente a cui l’associazione è affiliato, che per legge applica le sanzioni disciplinari previste dal proprio regolamento (art. 16, comma 3, del D.Lgs. 39/2021).

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