In breve
- La detrazione è del 19% su una spesa massima di 210 € per ogni figlio fra i 5 e i 18 anni: al massimo circa 39,90 € di imposta risparmiata.
- Senza pagamento tracciabile la detrazione non spetta: se il genitore paga in contanti la ricevuta non serve al 730, e va detto prima di incassare.
- La ricevuta deve riportare i dati dell’ente, la causale, l’attività sportiva, l’importo, nome e cognome del ragazzo, il codice fiscale di chi paga e il mezzo di pagamento.
A settembre, quando ricominciano i corsi, arriva sempre la stessa domanda dei genitori: «mi fate la ricevuta per il 730?». La detrazione per le spese sportive dei figli esiste da anni e vale poco, al massimo una quarantina di euro per ragazzo, ma i genitori la chiedono, e una ricevuta sbagliata diventa una discussione in segreteria a primavera.
Questa guida spiega cosa prevede la detrazione, chi può rilasciare una ricevuta valida, cosa ci deve essere scritto, perché il contante la rende inutile e quando serve la marca da bollo. Dove la regola dipende dal tipo di ente o dall’interpretazione, lo trovi scritto: in quei punti decide il commercialista dell’associazione.
01Come funziona la detrazione
La norma è l’art. 15, comma 1, lettera i-quinquies del TUIR, con il DM 28/3/2007 che ne fissa le regole. Il genitore detrae dall’IRPEF il 19% delle spese per l’iscrizione annuale e l’abbonamento dei figli fra i 5 e i 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine e impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica.
Detrazione massima = 210 € × 19% ≈ 39,90 € per ogni figlio
Il tetto di 210 € vale per figlio, non per genitore: se pagano entrambi, la spesa si divide fra i due, ma per quel ragazzo il totale detraibile resta 210 €.
Un esempio: la retta annuale del corso di karate costa 380 €, pagata con bonifico dalla madre. La madre porta in detrazione 210 €, il massimo per quel figlio, e risparmia circa 39,90 € di IRPEF. I 170 € restanti non danno diritto a niente. Se il fratello fa nuoto nella stessa associazione, per lui c’è un altro tetto da 210 €.
Sull’età la regola è più generosa di quanto sembri: secondo la circolare dell’Agenzia delle entrate 34/E del 4 aprile 2008 il requisito si considera soddisfatto anche se sussiste per una parte dell’anno. Il bambino che compie 5 anni a dicembre e il ragazzo che compie 18 a gennaio danno diritto alla detrazione per le spese di tutto quell’anno.
02Chi può rilasciare la ricevuta
- Associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e società sportive dilettantistiche (SSD) iscritte.
- Palestre, piscine e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica.
Una palestra commerciale non emette una «ricevuta» come un’associazione: rilascia fattura o il documento previsto per la sua forma. Il documento, però, deve comunque riportare le informazioni che servono alla detrazione, perché è su quelle che il genitore e il suo CAF fanno il controllo.
03Cosa deve contenere la ricevuta
I dati che non possono mancare
- Denominazione, sede e codice fiscale dell’ente che incassa.
- Causale del pagamento (per esempio «quota corso di judo, stagione 2026/27»).
- L’attività sportiva praticata.
- L’importo pagato.
- Nome e cognome del ragazzo che pratica lo sport.
- Codice fiscale di chi paga, cioè del genitore che porterà la spesa in detrazione.
- Il mezzo di pagamento: bonifico, carta, POS, altro sistema tracciabile.
Il dettaglio che si sbaglia più spesso è la coppia ragazzo–pagante. Nella scheda dell’iscritto c’è il figlio; chi paga è il genitore. Una ricevuta intestata solo al ragazzo, senza il codice fiscale del genitore, costringe a rifarla.
04Il contante fa perdere la detrazione
La detrazione spetta solo se la spesa è pagata con un mezzo tracciabile: bonifico, carta di debito o di credito, POS, altri sistemi di pagamento elettronico. Se il genitore paga in contanti, la ricevuta resta valida come ricevuta, ma non serve per la dichiarazione dei redditi.
Il momento giusto per dirlo è prima di incassare. A settembre, con la fila al banco, capita di prendere i contanti e promettere la ricevuta per il 730: a maggio il genitore scopre che non vale, e se la prende con la segreteria. Meglio una frase in bacheca e un cartello al banco: «Per la detrazione dei figli serve il pagamento con carta, POS o bonifico».
05La marca da bollo sopra 77,47 €: chi la deve e chi no
La regola generale (DPR 642/1972) è che una ricevuta o una quietanza senza IVA di importo superiore a 77,47 € porta la marca da bollo da 2 €. Chi incassa con IVA — la palestra commerciale, il personal trainer con partita IVA in regime ordinario — non la mette, perché l’imposta di bollo e l’IVA non si sommano sullo stesso documento.
Per il mondo sportivo la questione è più sottile. L’esenzione dal bollo del n. 27-bis della tabella B allegata al DPR 642/1972 è stata estesa dall’art. 90, comma 6, della L. 289/2002 «alle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI»: se copra anche le singole ASD e SSD affiliate a quegli enti è letto in modi diversi, e il testo della norma nomina gli organismi, non gli affiliati.
06Gli errori tipici
- 1Pagamento in contanti con la promessa della ricevuta per il 730.
- 2Manca il codice fiscale del genitore, o c’è quello del ragazzo al suo posto.
- 3Non c’è l’attività sportiva: «quota mensile» da sola non dice che è sport.
- 4Ricevuta a un ragazzo fuori età, per esempio a un diciannovenne o a un bambino di quattro anni.
- 5Due genitori, due ricevute da 210 € ciascuna per lo stesso figlio: il tetto resta uno.
- 6Numerazione fuori ordine o ricevute rifatte a mano senza annullare la prima.
Con Omega
La ricevuta per la detrazione in Omega Gym
- Il figlio iscritto e il genitore che paga sono due persone distinte nella scheda: la ricevuta porta i dati di entrambi.
- La dicitura per la detrazione compare solo se vale davvero: ragazzo nell’età giusta, pagamento tracciabile, codice fiscale di chi paga.
- Se incassi in contanti una quota che servirebbe alla detrazione, il gestionale te lo dice prima: così non vale.
- Ricevute numerate per anno; il bollo lo metti solo se il tuo ente lo deve — la soglia si imposta in Impostazioni → Pagamenti e l’ente sportivo nasce senza.
- Il socio scarica le sue ricevute dall’app.


