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Ricevuta per la detrazione dello sport dei figli: cosa scrivere perché valga

Il genitore può detrarre il 19% di quanto paga per lo sport del figlio, ma solo se la ricevuta ha i dati giusti e il pagamento è tracciabile. Ecco cosa deve contenere, chi la può rilasciare e gli errori che la rendono inutile.

7 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • La detrazione è del 19% su una spesa massima di 210 € per ogni figlio fra i 5 e i 18 anni: al massimo circa 39,90 € di imposta risparmiata.
  • Senza pagamento tracciabile la detrazione non spetta: se il genitore paga in contanti la ricevuta non serve al 730, e va detto prima di incassare.
  • La ricevuta deve riportare i dati dell’ente, la causale, l’attività sportiva, l’importo, nome e cognome del ragazzo, il codice fiscale di chi paga e il mezzo di pagamento.

A settembre, quando ricominciano i corsi, arriva sempre la stessa domanda dei genitori: «mi fate la ricevuta per il 730?». La detrazione per le spese sportive dei figli esiste da anni e vale poco, al massimo una quarantina di euro per ragazzo, ma i genitori la chiedono, e una ricevuta sbagliata diventa una discussione in segreteria a primavera.

Questa guida spiega cosa prevede la detrazione, chi può rilasciare una ricevuta valida, cosa ci deve essere scritto, perché il contante la rende inutile e quando serve la marca da bollo. Dove la regola dipende dal tipo di ente o dall’interpretazione, lo trovi scritto: in quei punti decide il commercialista dell’associazione.

01Come funziona la detrazione

La norma è l’art. 15, comma 1, lettera i-quinquies del TUIR, con il DM 28/3/2007 che ne fissa le regole. Il genitore detrae dall’IRPEF il 19% delle spese per l’iscrizione annuale e l’abbonamento dei figli fra i 5 e i 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine e impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

Detrazione massima = 210 € × 19% ≈ 39,90 € per ogni figlio

Il tetto di 210 € vale per figlio, non per genitore: se pagano entrambi, la spesa si divide fra i due, ma per quel ragazzo il totale detraibile resta 210 €.

Un esempio: la retta annuale del corso di karate costa 380 €, pagata con bonifico dalla madre. La madre porta in detrazione 210 €, il massimo per quel figlio, e risparmia circa 39,90 € di IRPEF. I 170 € restanti non danno diritto a niente. Se il fratello fa nuoto nella stessa associazione, per lui c’è un altro tetto da 210 €.

Sull’età la regola è più generosa di quanto sembri: secondo la circolare dell’Agenzia delle entrate 34/E del 4 aprile 2008 il requisito si considera soddisfatto anche se sussiste per una parte dell’anno. Il bambino che compie 5 anni a dicembre e il ragazzo che compie 18 a gennaio danno diritto alla detrazione per le spese di tutto quell’anno.

02Chi può rilasciare la ricevuta

  • Associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e società sportive dilettantistiche (SSD) iscritte.
  • Palestre, piscine e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

Una palestra commerciale non emette una «ricevuta» come un’associazione: rilascia fattura o il documento previsto per la sua forma. Il documento, però, deve comunque riportare le informazioni che servono alla detrazione, perché è su quelle che il genitore e il suo CAF fanno il controllo.

03Cosa deve contenere la ricevuta

I dati che non possono mancare

  • Denominazione, sede e codice fiscale dell’ente che incassa.
  • Causale del pagamento (per esempio «quota corso di judo, stagione 2026/27»).
  • L’attività sportiva praticata.
  • L’importo pagato.
  • Nome e cognome del ragazzo che pratica lo sport.
  • Codice fiscale di chi paga, cioè del genitore che porterà la spesa in detrazione.
  • Il mezzo di pagamento: bonifico, carta, POS, altro sistema tracciabile.

Il dettaglio che si sbaglia più spesso è la coppia ragazzo–pagante. Nella scheda dell’iscritto c’è il figlio; chi paga è il genitore. Una ricevuta intestata solo al ragazzo, senza il codice fiscale del genitore, costringe a rifarla.

04Il contante fa perdere la detrazione

La detrazione spetta solo se la spesa è pagata con un mezzo tracciabile: bonifico, carta di debito o di credito, POS, altri sistemi di pagamento elettronico. Se il genitore paga in contanti, la ricevuta resta valida come ricevuta, ma non serve per la dichiarazione dei redditi.

Il momento giusto per dirlo è prima di incassare. A settembre, con la fila al banco, capita di prendere i contanti e promettere la ricevuta per il 730: a maggio il genitore scopre che non vale, e se la prende con la segreteria. Meglio una frase in bacheca e un cartello al banco: «Per la detrazione dei figli serve il pagamento con carta, POS o bonifico».

05La marca da bollo sopra 77,47 €: chi la deve e chi no

La regola generale (DPR 642/1972) è che una ricevuta o una quietanza senza IVA di importo superiore a 77,47 € porta la marca da bollo da 2 €. Chi incassa con IVA — la palestra commerciale, il personal trainer con partita IVA in regime ordinario — non la mette, perché l’imposta di bollo e l’IVA non si sommano sullo stesso documento.

Per il mondo sportivo la questione è più sottile. L’esenzione dal bollo del n. 27-bis della tabella B allegata al DPR 642/1972 è stata estesa dall’art. 90, comma 6, della L. 289/2002 «alle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI»: se copra anche le singole ASD e SSD affiliate a quegli enti è letto in modi diversi, e il testo della norma nomina gli organismi, non gli affiliati.

06Gli errori tipici

  1. 1Pagamento in contanti con la promessa della ricevuta per il 730.
  2. 2Manca il codice fiscale del genitore, o c’è quello del ragazzo al suo posto.
  3. 3Non c’è l’attività sportiva: «quota mensile» da sola non dice che è sport.
  4. 4Ricevuta a un ragazzo fuori età, per esempio a un diciannovenne o a un bambino di quattro anni.
  5. 5Due genitori, due ricevute da 210 € ciascuna per lo stesso figlio: il tetto resta uno.
  6. 6Numerazione fuori ordine o ricevute rifatte a mano senza annullare la prima.

Con Omega

La ricevuta per la detrazione in Omega Gym

  • Il figlio iscritto e il genitore che paga sono due persone distinte nella scheda: la ricevuta porta i dati di entrambi.
  • La dicitura per la detrazione compare solo se vale davvero: ragazzo nell’età giusta, pagamento tracciabile, codice fiscale di chi paga.
  • Se incassi in contanti una quota che servirebbe alla detrazione, il gestionale te lo dice prima: così non vale.
  • Ricevute numerate per anno; il bollo lo metti solo se il tuo ente lo deve — la soglia si imposta in Impostazioni → Pagamenti e l’ente sportivo nasce senza.
  • Il socio scarica le sue ricevute dall’app.

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Dubbi

Domande frequenti

Quanto si risparmia con la detrazione dello sport dei figli?
Il 19% della spesa, fino a un massimo di 210 € per figlio: al massimo circa 39,90 € per ogni ragazzo fra i 5 e i 18 anni.
Ho pagato il corso in contanti: posso detrarlo?
No. La detrazione richiede un pagamento tracciabile, come bonifico, carta o POS. La ricevuta di un pagamento in contanti non vale per la dichiarazione.
Anche la palestra commerciale può rilasciare il documento per la detrazione?
Sì, fra i soggetti ammessi ci sono anche palestre, piscine e impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica. Il documento deve riportare gli stessi dati: ente, attività, importo, ragazzo, codice fiscale di chi paga e mezzo di pagamento.
Se pagano tutti e due i genitori, quanto possono detrarre?
Il tetto di 210 € è per figlio: si divide fra i genitori in base a quanto ha pagato ciascuno, ma in totale per quel ragazzo non si superano i 210 €.

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